Nives MEROI


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Nives MEROI è nata a Bonate Sotto (BG) il 17 settembre 1961. Da oltre vent'anni risiede in Friuli Venezia Giulia a Fusine Laghi (UD), ove ha conosciuto il marito, Romano BENET.

Nives e Romano, compagni di vita e di cordata, arrampicano insieme da oltre 20 anni. La loro vasta attività comprende alcune fra le vie più difficili delle Alpi, rendendosi protagonisti di imprese quali la prima invernale al Pilastro Piussi alla parete nord del Piccolo Mangart di Coritenza e quella alla Cengia degli Dei, sullo Jof Fuart.

Ma la loro è una passione fatta anche di falesia, cascate di ghiaccio, sci estremo e, non ultima, d'alta quota.

Col tempo il loro amore per la montagna li ha spinti ad esplorare orizzonti sempre più lontani, dove l'aria è rarefatta e, come è solita dire Nives, "dove ogni passo diventa uno sforzo di volontà". Un alpinismo by fair means, con uno stile leggero e pulito: senza l'ausilio di ossigeno supplementare, portatori d'alta quota e campi fissi. Uno stile pulito il loro, un confronti onesto con sè stessi e la montagna.

Ande, Himalaya, Karakorum. Un percorso fatto di grandi successi, come la salita, nel 2003 e in soli venti giorni, di tre dei 14 Ottomila della Terra (Gasherbrum II, Gasherbrum I, Broad Peak), seconda cordata al mondo ad aver realizzato un'impresa simile e, Nives, prima donna in assoluto nella storia dell'alpinismo.

Senza dimenticare le celebri salite al Dhaulagiri, al K2 e all'Everest, montagne amate e a lungo corteggiate, che nella stagione 2006-2007 si sono finalmente concesse loro, regalandogli il sogno di una vita.

Sono undici i Giganti della Terra che Nives e Romano hanno salito sin'ora e solamente quattro quelli che mancano per completare il progetto.

Nives potrebbe diventare la prima donna a raggiungere questo obiettivo e, qualora ciò non si realizzasse, lei e Romano sarebbero comunque la prima coppia al mondo con il maggior numero di Ottomila raggiunti.


Gli undici Ottomila metri saliti sin'ora da Nives e Romano sono: Nanga Parbat (8125 m - 1998), Shisha Pangma (8046 m - 1999), Cho-Oyu (8202 m- 1999), Gasherbrum II (8035 m - 2003), Gasherbrum I (8068 m - 2003), Broad Peak (8047 m - 2003), Lhotse (8516 m - 2004), Dhaulagiri (8164 m - 2006), K2 (8611 m - 2006), Everest (8850 m - 2007), Manaslu (8163 m - 2008).

LA NOSTRA STORIA

2008 - MANASLU

Nell'autuno di quell' anno Nives Romano e Luca raggiungono la cima del Manaslu dopo solo tredici giorni dal loro arrivo al campo base

2007/08 - MAKALU (8463 m)

Tentativo di salita invernale al Makalu e rinuncia per il vento troppo forte

2007 - MAKALU (8463 m)

Nell'autunno 2007 Nives e Romano decidono di tentare la salita del 'Grande Nero'; completamente soli sulla montagna, dopo ripetuti tentativi sono costretti a rinunciare a causa delle avverse condizioni meteo e della grande quantità di neve in parete.


2007 - EVEREST (8850 m)

17 maggio 2007- Nives: “Leila, siamo a 10!…ma che fatica”. Finalmente dopo tanta attesa sento la voce di mia sorella: è sulla strada del ritorno, insieme a Romano e sta velocemente facendo rotta verso il CB avanzato.

Rapidamente la cronaca: sveglia alle 10 p.m. (ora locale) e partenza a mezzanotte e mezza. Il tempo non era affatto bello, tirava vento e soprattutto faceva molto, molto freddo. Alle 10 circa di questa mattina l’arrivo in vetta.

“Siamo andati su lentamente, con fatica – spiega Nives – abbiamo pagato quella notte in più a 8100 m. Il gelo poi… le dita delle mie mani sono bluastre, quelle dei piedi non lo so, vedrò stasera quando arriveremo al campo. Ad ogni modo stiamo bene, vogliamo solo scendere di quota il più in fretta possibile”.


2006 - K2 (8611 m)

...alle ore 18 del 31 luglio 1954 Lino Lacedelli e Achille Compagnoni raggiungevano, primi uomini nella storia, gli 8611 metri della vetta del K2, la seconda cima della terra.

…sono le ore 13 del 26 luglio 2006 quando Romano e Nives toccano la vetta della “Montagna degli Italiani” lungo lo storico Sperone degli Abruzzi, aperto dalla grande spedizione italiana che per prima la conquistò.

Partiti dal campo base il 22 luglio, con soli tre bivacchi siamo saliti e scesi da questa meravigliosa montagna, salita come sempre “by fair means”, con lo stile leggero e pulito che ormai ci contraddistingue: senza ossigeno, senza portatori d’alta quota e senza campi prefissati.

Settima salita femminile e prima italiana.
Con la salita della “Montagna degli Italiani” Nives raggiunge “quota nove”, il massimo delle vette oltre gli 8000 metri salite nella storia da una donna, mentre insieme a Romano si confermano la coppia al mondo con il maggior numero di ottomila raggiunti.

2006 - ANNAPURNA (8047 m)
Il giorno dopo il rientro dalla cima del Dhaulagiri la spedizione si trasferisce all’Annapurna, il primo ottomila salito nella storia, nel 1950, da una grande spedizione francese.

La via dei primi salitori non presenta grandi difficoltà tecniche, si svolge però su pendii carichi di neve che rendono molto pericolosa la salita, impossibile a volte per le continue valanghe che cadono sul percorso.

Il 25 maggio Romano, Nives e Luca, scampati al crollo di un seracco a quota 6600 metri, considerate le pericolose condizioni di tutta la parete, decidono di rinunciare alla salita e rientrano al campo base, ove li attende Leila.


2006 - DHAULAGIRI (8167 m)

Il 17 maggio Romano e Nives riescono a percorrere quell’ ultima manciata di metri della cresta sommitale dove l’anno precedente si erano dovuti fermare per la presenza di pericolose cornici di neve. Luca, che solamente due giorni prima della partenza per la cima si è ammalato, è purtroppo costretto a rinunciare alla salita.


2005 - DHAULAGIRI (8167 m)

Il 5 maggio 2005 Romano, Nives e Luca raggiungono la quota di 8157 metri, salendo fino ad un'anticima della montagna, di dieci metri più bassa della cima principale.
Ostacolati dalle proibitive condizioni atmosferiche, che per tutta la stagione pre-monsonica hanno imperversato sulla catena himalayana,i numerosi tentativi effettuati per superare i pochi passi mancanti sono restati vani.


2004 - LHOTSE (8516 m) e K2-Nord

Il 16 maggio Nives Meroi, Romano Benet e Luca Vuerich raggiungono la cima del Lhotse lungo la parete ovest. Come sempre, “by fair means”, la salita è stata effettuata in soli tre giorni, senza campi prefissati, senza l’ausilio di ossigeno né di portatori d’alta quota.
Dopo il Lhotse, il gruppo si è spostato in Cina per tentare la salita del K2, in occasione del cinquantesimo della prima salita. Insieme ad altri alpinisti provenienti dall’Italia ci siamo diretti al versante nord, ma purtroppo, per le proibitive condizioni atmosferiche dopo due mesi abbiamo dovuto desistere e ritornare in Italia.

2003 - GASHERBRUM I (8068 m), GASHERBRUM II (8035 m), BROAD PEAK (8047 m)

19 luglio, Gasherbrum II - 26 luglio, Gasherbrum I - 8 agosto, Broad Peak.

Tre ottomila in venti giorni soltanto.

Un’impresa di grandissima soddisfazione per diversi motivi: perché una sola cordata al mondo (guidata da E. Lorethan!) prima di noi aveva realizzato queste salite in 15 giorni e perché nessuna donna al mondo ha mai realizzato una simile impresa.


2001 - MAZENO PEAK (7120 m)

Parete nord, oltre 3000 metri di dislivello, elevate difficoltà di roccia e ghiaccio: questa è una delle più grandi e spettacolari pareti himalayane ancora inviolate che volevamo tentare di salire in stile alpino e con una spedizione composta da soli tre alpinisti: Nives Meroi, Romano Benet e Luca Vuerich.

In seguito agli attentati dell’11 settembre alle Torri Gemelle ed al conseguente precipitare della situazione politica internazionale siamo costretti ad interrompere la nostra spedizione e rientrare immediatamente in Italia.


2000 - GASHERBRUM II - Versante Nord

Nives Meroi, Romano Benet, Luca Vuerich, insieme ad un forte gruppo di alpinisti tarvisiani, tenta la salita dell’inviolato versante nord del Gasherbrum II: uno degli ultimi “problemi” himalayani.

Ostacolati da condizioni meteorologiche particolarmente avverse, sono costretti a desistere a quota 6500 metri, per l’alto rischio di valanghe e cadute di seracchi; gli alpinisti riescono comunque ad effettuare una notevole attività esplorativa coronata dalla salita di cinque vette inviolate di oltre 6000 metri, con elevate difficoltà tecniche.


1999 - SHISHA PANGMA (8046 m), CHO OYU (8202 m),

Una piccola spedizione composta da Nives Meroi, Romano Benet e Luca Vuerich si propone di salire consecutivamente i due ottomila himalayani.

L’impresa ha successo: Nives e Romano raggiungono la cima dello Shisha Pangma il 12 maggio e a soli dieci giorni di distanza, il 22 maggio, sono sulla cima del Cho Oyu.

Nives diventa così la donna italiana con il maggior numero di ottomila conquistati e si conferma una delle più forti himalayste a livello internazionale.

1998 - NANGA PARBAT (8125 m)

Nives Meroi e Romano Benet raggiungono la vetta in sole nove ore dall’ultimo campo, riuscendo in un’impresa tecnicamente e fisicamente eccezionale.

Nives Meroi diventa la prima donna italiana (e nona donna al mondo) a raggiungere la vetta del Nanga Parbat

1996 - EVEREST

Nel maggio del 1996, raggiunta la quota di 8000 metri lungo la via Mallory al versante nord, Nives Meroi e Romano Benet sono costretti a rinunciare a causa delle avverse condizioni del tempo.


1995 - BHAGIRATHI II (6450 m)

Nives Meroi e Romano Benet realizzano una nuova via sulla parete nord scendendo, sempre lungo una via nuova sulla parete sud. In seguito salgono anche la cima lungo la via normale.


1994 - K2 Versante Nord

Sul versante nord ovest del K2 Nives Meroi, Romano Benet e Filippo Sala raggiungono la quota di 8450 metri lungo un itinerario parzialmente nuovo.

In occasione di questa salita, Nives Meroi è la prima donna al mondo a tentare questo versante.



N E W S


17 febbraio 2012 - UDINE
"IO SONO LE MONTAGNE CHE NON HO
SCALATO"




8 marzo 2012 - Malnate (VA)
"IO SONO LE MONTAGNE CHE NON HO SCALATO"



17 marzo 2012 - Rieti
"IO SONO LE MONTAGNE CHE NON HO SCALATO"







I NOSTRI COMPAGNI DI VIAGGIO

Luca VUERICH

Alpinista polivalente, aspirante Guida Alpina, spazia dall’arrampicata in falesia alle cascate di ghiaccio e all’arrampicata in parete. All’età di 17 anni aveva già salito le più difficili vie delle Alpi Giulie, come il Diedro Cozzolino al Piccolo Mangart di Coritenza, per cimentarsi poi sulle più difficili ascensioni dolomitiche. Dal 1998 ha ampliato ulteriormente la sua attività, prendendo parte anche alle spedizioni alpinistiche al Nanga Parbat, Shisha Pangma e Cho Oyu, Gasherbrum II versante nord e Mazeno Peak. Nel 2003, insieme a Nives e Romano, in soli venti giorni raggiunge le cime di tre ottomila: il Gasherbrum I, il Gasherbrum II ed il Broad Peak. Un’impresa realizzata fino a quel momento da una sola cordata al mondo, guidata dallo svizzero Lorethan. Nel 2004 un nuovo successo: sempre insieme a Romano e Nives, il 16 maggio raggiunge la cima del Lhotse, la quarta cima più alta del mondo con i suoi 8516 metri, portando così a 4 gli ottomila da lui saliti e tutti nel corso di un solo anno. Nell’estate del 2007 affronta il Khan Tengri, effettuandone la prima salita italiana in giornata, sempre insieme a Nives e Romano è al tentativo invernale sul Makalu e nell'autunno 2008 sulla cima del Manaslu.


Leila MEROI

Laureata in Scienze Psicologiche Cognitive e Psicobiologiche e specializzata in Neuroscienze Cognitivo-Comportamentali, Leila ha sempre seguito da vicino le imprese del team. Nel 2005 la sua prima esperienza himalayana quando, in coincidenza della spedizione al Dhaulagiri, si è dedicata alla realizzazione sul campo di un particolare progetto di studio sulla sintomatologia dell’Edema Cerebrale d’Alta Quota (HACE), sviluppato poi nel corso degli anni successivi. Una passione di lunga data quella per la ricerca, portata avanti con la consapevolezza che molto si può fare in un laboratorio privilegiato come quello dell’alta quota, sia per salvaguardare l’incolumità di trekker e alpinisti, sia per studiare da vicino le modificazioni che l’organismo umano subisce in condizioni di forte stress (nondimeno la degenerazione del sistema nervoso in ipossia). Webmaster del team, da tempo cura inoltre la parte musicale delle nostre video-proiezioni, nonché i molteplici report che realizza nel corso delle varie spedizioni.


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